Leptospirosi - U.C.B.S Unità Cinofile Biellesi di Soccorso

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Leptospirosi

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Leptospirosi

E' una malattia causata dalle Leptospire, batteri anaerobi (che vivono in assenza di ossigeno) spiraliformi di cui esistono diversi gruppi (sierotipi), alcuni dei quali sono patogeni per diverse specie animali, uomo compreso.
La leptospirosi colpisce soprattutto i mammiferi, sia domestici che selvatici: cani, suini e bovini sono tra gli animali domestici sensibili all'infezione da parte di questi batteri, mentre tra gli animali selvatici si riscontra una grande presenza delle leptospire nei roditori (topi, ratti e nutrie); anche il riccio, lo scoiattolo, la volpe e gli ungulati selvatici possono però contribuire alla diffusione dei batteri nell'ambiente. I roditori (il ratto in particolare) sono considerati i principali serbatoi di mantenimento delle leptospire, in quanto le diffondono nell'ambiente attraverso l'eliminazione di urine infette; i batteri vengono poi veicolati indirettamente da acqua, terra e vegetazione contaminate.
L'habitat ideale delle leptospire è rappresentato da ambienti caldi, umidi e con ph neutro, in particolare acque stagnanti o a scorrimento lento, soprattutto se è presente materiale organico in decomposizione. Sembra esista una certa stagionalità, per cui le punte massime di diffusione di questi batteri nell'ambiente (con conseguente rischio di contagio) si riscontrano in tarda estate-autunno (probabilmente in concomitanza con l'apertura della caccia e la maggiore piovosità).
I batteri possono penetrare nell'organismo di un animale attraverso le mucose (soprattutto la mucosa oro-nasale, se ad esempio un cane beve acqua contaminata) o attraverso ferite, anche microscopiche, della cute. Sono segnalate anche la trasmissione per contatto con cute integra, attraverso morsi di animali infetti, per ingestione di carne contaminata, per via transplacentare e per via venerea.
Una volta penetrate nell'organismo le leptospire possono raggiungere e colonizzare diversi organi (tra cui fegato, vasi sanguigni, milza, muscoli, sistema nervoso centrale, occhi), ma tendono a permanere soprattutto nei reni: la localizzazione a livello renale può diventare cronica e passare a volte inosservata, con conseguente eliminazione di batteri attraverso urine infette, che può durare molti mesi.
Il cane può presentare diverse forme cliniche: esistono forme iperacute (che danno morte improvvisa dell'animale), acute e croniche. Nelle forme acute i segni clinici possono essere aspecifici (febbre, dolori muscolari, brividi, debolezza, disidratazione, vomito, dolori addominali, emorragie) o riferirsi più specificatamente agli organi colpiti (fegato, reni o apparato gastroenterico). Nelle forme croniche l'organo più colpito è il rene, ma i segni clinici spesso sono molto vaghi (letargia, vomito, inappetenza); alcuni cani non presentano alcun sintomo pur essendo eliminatori di leptospire. Le forme più gravi di leptospirosi spesso sono mortali per il cane.
La terapia della leptospirosi è sia di tipo antibiotico che sintomatica di supporto (va cioè a curare i sintomi causati dalla malattia, come la febbre, la disidratazione e l'insufficienza epatica e/o renale).
La prevenzione della leptospirosi del cane è possibile, attraverso l'utilizzo di vaccini: è importante ricordare che il vaccino protegge solo da alcuni tipi di leptospire, pertanto il cane può comunque infettarsi se viene a contatto con ceppi per i quali non esiste un vaccino. Il vaccino per la leptospirosi non dà un'immunità molto lunga, pertanto è consigliabile ripeterlo ogni sei mesi (a differenza dei vaccini utilizzati contro le malattie virali), soprattutto nei cani a maggiore rischio di contagio (cani da caccia, cani che vengono portati frequentemente nei campi e nei boschi o dove sono presenti roditori).
Poichè l'uomo può infettarsi venendo a contatto direttamente con animali infetti o, indirettamente, con materiale contaminato, la leptospirosi è considerata un'importante zoonosi (cioè una malattia trasmissibile all'uomo da animali malati o portatori). I proprietari di cani ammalati dovrebbero prestare particolare attenzione, perchè il contagio è possibile per contatto con urine o sangue infetti. La leptospirosi è considerata soprattutto una "zoonosi professionale": sono maggiormente a rischio le persone che vengono a contatto frequentemente con animali (veterinari, cacciatori, ma anche chi ad esempio lavora in ambienti dove sono presenti deiezioni di ratto).

a cura della dottoressa Elisabetta Scaglia medico veterinario
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