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filariosi cardio-polmonare

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La filariosi cardio-polmonare

La filariosi (comunemente detta “filaria”) è una malattia molto frequente nel cane ed è causata da un parassita chiamato Dirofilaria immitis. La forma adulta di questo parassita, rappresentata da lunghi vermi filiformi, vive nei grossi vasi vicino al cuore (arterie polmonari, vena cava caudale) e spesso si localizza all’interno del cuore stesso: per questo motivo la patologia che causa è chiamata “filariosi cardio-polmonare”. Le filarie non compiono tutto il loro ciclo vitale all’interno del cane, ma hanno bisogno di un cosiddetto “ospite intermedio”, rappresentato dalla zanzara. Come si svolge dunque il ciclo vitale della filaria? Gli adulti (chiamati macrofilarie) producono delle larve (chiamate microfilarie, o forme larvali L1) che entrano nel circolo sanguigno del cane. Se una zanzara punge un cane infestato, pu  ingerire le microfilarie, che nel suo organismo compiono un ciclo biologico fino a raggiungere la cosiddetta forma larvale L3. Le larve L3 vengono trasmesse ad un altro cane una volta che questo viene punto dalla zanzara e, nel suo circolo sanguigno, mutano ancora fino a diventare adulte (per diventare adulte le L3 impiegano circa 3 mesi, anche se per raggiungere la piena maturazione ci vogliono 6-8 mesi). La presenza della zanzara è dunque indispensabile perchè il ciclo si compia e perchè un cane si possa ammalare di filariosi cardio-polmonare. La trasmissione cane-cane non è mai possibile e l’azione del vettore (zanzara) è  sempre necessaria. Una volta che le larve L3 sono diventate adulte e si sono localizzate nei vasi e nel cuore del cane, causano gravi danni, sia a livello polmonare che cardiaco. Solitamente le lesioni (e i segni clinici della patologia) si sviluppano lentamente, anche se ci sono infestazioni particolarmente gravi che possono portare a morti repentine. Le filarie adulte sopravvivono nel cane per circa 3-5 anni e la loro morte è spesso associata a un peggioramento delle condizioni cliniche dell’animale. In ogni caso, anche dopo che le filarie non sono più presenti nel cuore e nei vasi del cane, i danni che hanno causato rimangono e con questi l’insufficienza cardiaca che si è creata. i sintomi più frequenti della dirofilariosi sono tosse (anche a riposo), difficoltà respiratoria, facile affaticabilità e intolleranza all’esercizio fisico, ascite (cioè la presenza di liquido in addome). Dal momento che i sintomi non compaiono subito dopo l’infestazione, ma solo quando le filarie adulte hanno già causato dei danni permanenti, è importante verificare regolarmente che al cane non siano state trasmesse le larve di filaria dalle zanzare: questo è possibile attraverso dei test su sangue che rilevano la presenza di filarie adulte, prima che il cane inizi a manifestare i sintomi e che quindi abbia ormai dei danni permamenti al cuore e ai polmoni. I cani positivi al test per la ricerca della Dirofilaria possono essere trattati con farmaci appropriati. Nelle aree a rischio (quelle cioè dove sono presenti le zanzare che trasmettono il parassita) è molto importante poi fare prevenzione, trattare cioè i cani con specifici antiparassitari, che servono per eliminare le microfilarie eventualmente inoculate dalle zanzare. Uccidendo le larve prima che diventino
adulte, si evitano i danni meccanici a livello vascolare e cardiaco (come già ricordato, sono infatti le forme adulte a dare i segni clinici). E’ bene ricordare che i farmaci in commercio per la prevenzione hanno in realtà un’azione retroattiva: non impediscono al cane di essere infestato dalla filaria, ma vanno ad uccidere le larve già inoculate. Per questo motivo il trattamento va continuato fino ai mesi autunnali (se si somministrano i prodotti per via orale, la regola vuole che l’ultimo mese di soministrazione sia quello successivo al mese in cui sono ancora presenti le zanzare).

a cura della dottoressa Elisabetta Scaglia medico veterinario
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