Epatite - U.C.B.S Unità Cinofile Biellesi di Soccorso

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Epatite Virale

L'epatite infettiva del cane (detta anche malattia di Rubarth o malattia dell'occhio blu) è una malattia virale, causata dall'adenovirus del cane di tipo 1 (CAV-1), correlato con l'adenovirus di tipo 2, che è invece responsabile di infezioni respiratorie. Attualmente, grazie alla profilassi vaccinale, non è molto diffusa nella popolazione canina.
E' un virus che colpisce soprattutto i cani giovani e nei cuccioli di età inferiore alle due settimane, privi di immunità materna, la mortalità è elevatissima. I cani adulti si infettano raramente e comunque in forma non grave.
L'infezione avviene per via oro-nasale, per contatto con materiale infetto (urine, feci, saliva), dopodiché il virus si diffonde nell'organismo attraverso il circolo sanguigno, andando a localizzarsi in diversi organi (reni, fegato, apparato respiratorio, camera anteriore dell'occhio).
Il sintomo principale è la febbre (40°C). Altri sintomi presenti possono essere anoressia, depressione del sensorio, vomito, diarrea (anche emorragica), dolore addominale, scolo oculo-nasale, tosse, difficoltà respiratoria, congiuntivite, fotofobia, petecchie cutanee ed ecchimosi. Più raramente di osserva il cosiddetto "occhio blu" che dà il nome alla malattia e che è dovuto alle lesioni oculari causate dal virus (uveite anteriore, edema corneale).
Esistono diverse forme cliniche:
o   forma lieve: l'unico sintomo è la febbre, che scompare dopo 1-2 giorni. A volte l'infezione passa inosservata (anche se il soggetto resta portatore ed eliminatore del virus nell'ambiente a lungo).
o   forma grave non fatale: oltre alla febbre alta, compaiono altri sintomi (anoressia, sete intensa, dolore addominale, vomito, diarrea). I sintomi migliorano, con opportuna terapia di sostegno, dopo circa una settimana.
o   forma grave fatale: la morte del cane è rapida, a volte quasi improvvisa dopo la comparsa della febbre, a volte dopo 4-5 giorni dalla comparsa degli altri sintomi (oltre a quelli visti nella forma grave non letale, possono comparire epatite e nefrite, fino ad avere sintomi neurologici come crisi convulsive e coma).
La terapia messa in atto è di sostegno e serve a tenere sotto controllo i sintomi e ad aiutare l'organismo a debellare il virus.
I cani che sopravvivono alla malattia (e sono la maggior parte), restano eliminatori del virus a lungo, soprattutto attraverso le urine (con le quali l'adenovirus può essere eliminato nell'ambiente per oltre sei mesi, a volte anche per un anno dopo la guarigione). Inoltre, una volta diffuso nell'ambiente, il virus resiste fino a due settimane, con il rischio di contagiare i cani che vengono a contatto con il materiale infetto.
Per l'epatite virale infettiva del cane esiste la profilassi vaccinale, che garantisce, se correttamente effettuata, una buona protezione dall'infezione da adenovirus.

a cura della dottoressa Elisabetta Scaglia medico veterinario
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