Cimurro - U.C.B.S Unità Cinofile Biellesi di Soccorso

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Cimurro

Il cimurro è una malattia virale contagiosa del cane, causata da un Paramixovirus. Colpisce soprattutto animali giovani e anziani e può dare lesioni gravi a diversi organi.
Il contagio avviene per contatto diretto con materiale organico infetto (escreti dell'apparato respiratorio, saliva, sangue, urina) o per contatto indiretto con oggetti e ambienti contaminati.

Il virus entra nell'organismo attraverso le vie respiratorie (via aerogena) e da qui si diffonde e si moltiplica, dando soprattutto sintomi respiratori, oculari e nervosi.

I primi sintomi del cimurro non sono riferibili ad un apparato specifico, perciò sono detti "sistemici", e sono dovuti alla prima diffusione e replicazione del virus, una volta che è penetrato nell'organismo: questi primi sintomi comprendono malessere, anoressia (il cane rifiuta il cibo), depressione (il cane è molto abbattuto), disidratazione e febbre. Tipica del cimurro è la febbre ad andamento bifasico, cioè caratterizzata da un primo picco di febbre alta che dura 2-3 giorni, seguito da una fase senza febbre, che ricompare poi con un secondo picco, questa volta persistente.

Dopo la primissima fase della malattia in cui si osservano i sintomi sistemici, compaiono i sintomi riferibili ai diversi apparati colpiti; le forme cliniche osservabili nel cimurro sono:
-   forma respiratoria: una delle più comuni, caratterizzata da rinocongiuntivite (che porta starnuti, tosse, formazione di muco denso intorno agli occhi) e polmonite (con tosse e difficoltà respiratoria), spesso complicata da infezioni batteriche secondarie;
-   forma oculare: caratterizzata da cheratocongiuntivite con scolo oculare, iniezione dei vasi sanguigni episclerali (i vasi sanguigni dell'occhio sono cioè molto evidenti e la parte bianca dell'occhio è rosata) disturbi visivi, a volte cecità (per danni al nervo ottico). Si accompagna solitamente alla forma respiratoria;
-   forma intestinale: con vomito e soprattutto con diarrea emorragica;
-   forma cutanea: caratterizzata da ispessimento dei cuscinetti plantari e della pelle del tartufo. Possono essere presenti anche petecchie sulla cute, simili a quelle del morbillo nell'uomo (i due virus sono infatti simili);
-   forma nervosa: i sintomi nervosi di solito compaiono 2 - 3 settimane dopo l'insorgenza degli altri sintomi e vanno dalle convulsioni alle paresi degli arti, fino ai movimenti muscolari involontari (che possono anche diventare cronici). I sintomi nervosi possono comparire anche negli animali guariti, per la presenza di lesioni cerebrali causate dal virus durante la malattia, e manifestarsi anche a distanza di tempo dalla guarigione.
Tutte queste forme possono comparire singolarmente od essere associate in forme miste (peggiorando significativamente la prognosi del cane ammalato).

La terapia del cimurro, come per altre le altre malattie virali, è di sostegno, serve cioè ad aiutare il sistema immunitario del cane a difendersi dall'attacco del virus, curando i sintomi e prevenendo forme batteriche secondarie.

Il cimurro colpisce i cani non vaccinati e i cuccioli molto giovani nati da madri non vaccinate; soprattutto tra i cuccioli la mortalità è alta, in quanto l'organismo può non riuscire a contrastare in modo efficace la replicazione del virus. Per questo motivo è fondamentale la prevenzione, attraverso un corretto piano vaccinale: il vaccino va effettuato nei cuccioli a partire dalle 8 settimane di età e ripetuto annualmente durante tutta la vita del cane.

E' importante ricordarsi che il cimurro si diffonde facilmente dagli animali ammalati a quelli sani e che è un virus resistente nell'ambiente, per cui è importante prendere tutte le precauzioni necessarie per evitare il contagio.

Il cimurro è un virus che non è pericoloso per l'uomo e per il gatto, mentre alcuni animali da compagnia non convenzionali, come ad esempio il furetto, il visone e la moffetta, possono essere infettati da questo virus (lo stesso vaccino utilizzato per il cane può d'altra parte essere impiegato anche per questi animali come forma di prevenzione). Oltre al cane, anche altri canidi, come la volpe, possono ammalarsi di cimurro.

a cura della dottoressa Elisabetta Scaglia medico veterinario
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